Mercoledì, Ottobre 2, 2013

● Il LETTAmaio

Lettamaio

Ha ragione Beppe Grillo a dire "Se non mi votate me ne vado!".

Benvenuto Grillo, ti aspettiamo all’estero quanto prima, perché questi signori del “LETTAmaio” andranno avanti per altri 4 anni spolpando quel che rimane, e poi lasceranno te a gestire ingloriosamente le macerie tra lacrime e sangue… salvo poi rientrare in gioco, ancora una volta, come salvatori della patria stremata (e forse risanata) per ricominciare tutto daccapo.

A questo punto giova ricordare anche a te il motto di questo blog: “Il BLOG per chi è già partito e per chi vuole partire“, che dal 2009 è ben visibile a fondo pagina.

Se l’italiano si sente rappresentato - e quindi probabilmente s’identifica - nei Letta e negli Alfano, nei doppiogiochisti, nei traditori, negli opportunisti, nei vigliacchi, nei nullafacenti, negli zeri pieni di se stessi, tronfi ma incapaci… insomma in tutti gli stereotipi dell’italiano conosciuti all’estero e diffusissimi in patria, come sicuramente Beppe Grillo avrà sperimentato sulla sua pelle in questi ultimi mesi; se alla maggioranza degli italiani, quindi, piace e vota tutto ciò, beh, non resta che prenderne atto una volta per tutte e lasciarla cuocere nel suo brodo.

Per trovare dei campioni del succitato esercito di alienati, senza più sentimenti né passione, non occorre andare lontano: girati e guarda chi c’è sul divano! (Un aiutino in rima ai giovani, affinché non perdano tempo invano in Italia).

Anche noi del blog ci abbiamo provato, e abbiamo perso gli anni migliori della nostra vita per poi vederci costretti a ricominciare da zero all’estero, mentre i nostri genitori continuavano e continuano a votare la stessa merda. Ma esistono tanti posti al mondo che, per fortuna, non fanno così schifo.

Solo chi non ha secondi fini al di là del bene comune, infatti, tende a lasciar perdere una volta verificato che la maggioranza dell’elettorato è solidale (e sodale) con gli eletti della parte avversa. Dopotutto, anche per alcuni dei tuoi collaboratori, l’esterno sei quasi sempre tu, che hai ideato-realizzato-pagato-e-sei-la-testa-ed-il-cuore-del-progetto.

AD IMPOSSIBILIA NEMO TENETUR



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Giovedì, Maggio 23, 2013

● Vietato sponsorizzare i regimi antidemocratici

regime

Ormai non si tratta più di non voler pagare le tasse perché inique. Vogliamo pagarle, ma in un paese civile. E’ anti-etico invece sponsorizzare con le imposte regimi delinquenziali come quello italiano, dove - in assenza di legalità in primis degli apparati burocratici statali - le tasse servono soprattutto per foraggiare i vizi di lorsignori.

Un Paese dove le più alte cariche istituzionali vìolano sistematicamente la massima legge dello Stato: la Costituzione, senza nemmeno prendersi la briga di modificarla e/o abolirla, è una cosa che non è mai accaduta in nessuna epoca, in nessuna parte del mondo, nè sotto alcun tipo di governo, nemmeno dittatoriale.

Se vìoli la legge paghi e/o vai in galera. Se vìoli la Costituzione, ovvero la fonte di tutte le leggi, governi e legiferi.

Aggiornamento del 21 giugno 2013: è tutto OK, “è una prassi consolidata” fregarsene della Costituzione. Lo dichiara un Presidente emerito della Corte Costituzionale, che, guarda caso, è l’organo preposto alla verifica del rispetto della Costituzione stessa.



« Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo (di ladri N.d.R.) ». (Mahatma Gandhi)



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Giovedì, Maggio 10, 2012

● Riforma della politica e nuovi partiti

ABC

Cari Alfano, Bersani e Casini (e Rutelli, e Fini, e Pisanu, etc…), senza che vi scervelliate troppo, per cambiare il partito basta che vi leviate di torno voi e i vostri sodali. Fatto questo, possono restare anche i nomi e i simboli.


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Venerdì, Dicembre 16, 2011

● Empatia

Dedicate nove minuti della vostra vita per capire: senza empatia siamo solo macchine programmabili dallo scellerato di turno.


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Lunedì, Marzo 14, 2011

● Il bivio

Il sacco di Genova

Un periodo come quello che stiamo vivendo, dove la corruzione, la crisi generale e la disoccupazione più che impegno, altruismo e voglia di cambiare generano sfiducia, paura e disoccupazione; una simile fase storicamente si è sempre conclusa in uno dei seguenti modi:

1) Una rivoluzione pacifica, che ha stravolto le regole della società migliorando la condizione di molti;

2) Un aggravarsi della situazione attuale, con l’aumento dei privilegi e della corruzione, giustificati dal mancato interesse verso la politica da parte dei cittadini, con conseguente implosione del sistema in una rivoluzione violenta. Proprio come sta accadendo in Africa.

Cosa preferite?


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