Mercoledì, Dicembre 2, 2009

● Giuseppe Prezzolini

JPN

« L’italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono ».

(dal “Codice della vita italiana”, capitolo I, “Dei furbi e dei fessi” di Giuseppe Prezzolini)

Settembre 1922. Mentre in Italia le libertà politiche e civili vanno precipitando, Giuseppe Prezzolini scrive una lettera, pubblicata su “La Rivoluzione liberale” (n. 28 del 28 settembre 1922), avanzando l’ipotesi di una Società degli Apoti (dal greco, letteralmente “coloro che non bevono”), cioè di individui liberi, raggruppati tra loro, che non parteggiano, che vogliono differenziarsi dalla vita e dalla malavita pubblica contemporanea per poter valutare l’attualità politica e la cronaca contingente con chiarezza e imparzialità.

“Noi potremmo chiamarci la Congregazione degli Apoti, di ‘coloro che non le bevono’, tanto non solo l’abitudine ma la generale volontà di berle è evidente e manifesta ovunque”. (Giuseppe Prezzolini)

Tra le tante opere di Prezzolini, andato a vivere per 25 anni a New York durante il periodo fascista, vogliamo ricordare il “Codice della vita italiana” (Firenze, 1921), il quale, vecchio di quasi 100 anni, è ancora oggi attualissimo e rispecchia alla perfezione la situazione odierna, segno che in cent’anni non è cambiato nulla se non il titolo: Repubblica al posto di Monarchia.

Chi aveva il dovere d’informarci che l’Italia non è quella che abbiamo scoperto adesso, ma è sempre stata così pavida e scellerata fin dalla sua unificazione e prima ancora?

Qui puoi scaricare il “ Codice della vita italiana” in formato PDF.


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