Venerdì, Dicembre 18, 2009

● Piergianni Prosperini

Piergianni Prosperini

L’assessore regionale allo Sport e Turismo della Regione Lombardia, Piergianni Prosperini (PDL), è stato arrestato dalla Guardia di Finanza insieme ad altre persone, con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione nell’ambito di un’inchiesta su una serie di appalti truccati.

Al centro delle indagini una tangente da 230 mila Euro, che sarebbe stata versata su conti correnti svizzeri intestati a società fiduciarie riconducibili all’assessore. Nell’ambito dell’operazione è stato arrestato anche Raimondo Lagostena, il patron del gruppo Profit titolare dei marchi Odeon TV e Telereporter.

In carcere è finito anche Massimo Saini, della Publicis, una società di consulenza di comunicazione. L’inchiesta, condotta dai militari della Guardia di Finanza, riguarda presunte irregolarità sulla gara d’appalto 2008-2010 per la promozione turistica in TV della regione Lombardia, per un valore di 7,5 milioni di Euro. Oltre al procuratore aggiunto Robledo, le indagini sono state coordinate dal PM Storari. (Cfr. articolo originale)

Per Prosperini e soci, evidentemente, «é nel DNA ed è normale» alimentare il fuoco del razzismo e della xenofobia per rinvigorire gli istinti più bassi della popolazione e ottenere facile consenso elettorale.

Non mi meraviglierei, quindi, che in quel DNA sia normale gestire le amministrazioni pubbliche come se fossero beni personali, alla faccia dei tanti laureati che hanno i titoli per occupare il ruolo di Prosperini e dei suoi sottoposti con onestà e preparazione. Per non parlare degli esclusi ad arte dalle gare d’appalto, fatte su misura per i soliti clientes. (Usanza diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, che frena di fatto ogni sviluppo economico e occupazionale).

Di conseguenza, sarà nel DNA e sarà normale anche papparsi 230.000 Euro in amicizia. Lo sanno tutti che è meglio preoccuparsi di quelli che «mangiano il nostro pane», piuttosto di chi si mangia centinaia di migliaia di Euro. Mica si mangiano gli Euro!

Almeno speriamo che sia stato arrestato con amore, e non con odio. Altrimenti…


P.S. è notizia odierna (13 marzo 2010) che il “bello paciarotto” Pier Gianni Prosperini ha patteggiato 3 anni e 5 mesi. In cambio sarà trasferito agli arresti domiciliari.


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