Sabato, Gennaio 9, 2010

● E’ iniziata


L’avevamo anticipato qualche mese fa, e adesso siamo meritevoli dell’accusa di odio, proprio come Di Pietro, solo perché avevamo previsto lo sbocciare dei semi piantati da altri, più amorevoli di noi.

O pensavate che gli immigrati sarebbero rimasti supini, a subire ogni sorta di angheria, come vi hanno abituato per decenni i nostri genitori?

Dapprima ignorati, poi sfruttati, derisi, insultati; e ora, due di loro, feriti a fucilate. Gli italiani, da sempre allenati a subire ogni genere di insulto e/o privazione, avrebbero cristianamente porto l’altra guancia. Ma gli immigrati, che sfuggono da situazioni ben peggiori vissute nei loro paesi d’origine, e che hanno avuto il coraggio e la fede di scommettere su un altro paese, che credevano più civile del loro, proprio non ci stanno. Hanno pagato migliaia di euro, percorso migliaia di km, e dovrebbero rassegnarsi a finire dalla padella alla brace italiana in salsa mafio-padana?!

La cronaca:

ROSARNO (RC). Centinaia di auto distrutte, cassonetti rovesciati e svuotati sull’asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un’altra struttura abbandonata.
A fare scoppiare la protesta, il ferimento da parte di persone non identificate di due extracomunitari con un’arma ad aria compressa e pallini da caccia. I feriti, tra i quali c’è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolare preoccupazione, ma la volontà di reagire che probabilmente covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell’Ex Opera Sila, era pronta a esplodere. In totale circa 1.500 extracomunitari, tutti impiegati nella raccolta degli agrumi e degli ortaggi.

Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari, in gran parte provenienti dall’Africa, hanno attraversato la cittadina distruggendo centinaia di auto, in qualche caso anche con persone a bordo.

Anche un gruppo di giovani di Rosarno, un centinaio, è sceso in strada (per ora) per seguire la situazione.

Sinceramente, se dovesse scoppiare un’altra rivolta, ho ben chiaro da che parte stare. Questi poveracci non sono soli.

Quante altre Rosarno ci sono in Italia? Che sia il caso di convivere pacificamente con costoro?

«La rivolta di Rosarno è la quarta degli africani contro le mafie. Mi piace sottolineare che gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere» (Roberto Saviano).

Questione di pigrizia, superbia, e di viltà.


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