Lunedì, Febbraio 1, 2010

● Libertà dichiarata e indice reale di libertà economica

freedom

Nel paese governato dal Popolo Della Libertà ci si aspetta di trovare la libertà, soprattutto quella economica, tanto sbandierata.

Ebbene, l’Istituto Bruno Leoni, il quale fa del libero mercato il suo cavallo di battaglia, e che non possiamo sicuramente classificare come comunista, ha stilato, in collaborazione con Heritage Foundation e Wall Street Journal (altri famigerati comunisti), la classifica delle libertà economiche del 2010.

Nel 2010 l’Italia è settantaquattresima in libertà economica, dopo Madagascar e Dominica, e subito prima di Bulgaria, Uganda e Namibia. Secondo l’Indice della libertà economica il nostro paese è libero al 62,7%: 1,3 punti percentuali in più dello scorso anno che consentono di guadagnare due posti in classifica, contro la settantaseiesima posizione raggiunta nel 2009.
Il miglioramento, secondo gli autori dell’Indice, “riflette modesti avanzamenti nella libertà di scambio e nella libertà di investimento”. Tuttavia, “la libertà economica complessiva dell’Italia - si legge nel rapporto - è ridotta da una gestione inefficiente delle finanze pubbliche, una corruzione diffusa, e un elevato carico fiscale“.

L’Indice della libertà economica consiste di dieci indicatori, che vengono calcolati annualmente per 179 paesi. Nel 2010, le prime posizioni restano appannaggio di quattro paesi dell’Asia e del Pacifico (Hong Kong, Singapore, Australia e Nuova Zelanda). Il Regno Unito scende sotto la decima posizione, e gli Stati Uniti calano all’ottava posizione, come conseguenza delle politiche interventiste assunte in funzione anticrisi.

Per quel che riguarda l’Europa, l’Irlanda si conferma il paese più libero tra i membri dell’UE (quinto posto, 81,3%), nonostante la perdita di 0,9 punti percentuali, seguita dalla Danimarca (77,9%, nona posizione) e dal Regno Unito (76,5%, undicesimo). Tra i grandi Stati membri dell’UE, la Germania è ventitreesima col 71,1% e la Spagna trentaseiesima col 69,6%. Dietro l’Italia, in Europa si colloca solo la Bulgaria (settacinquesima col 62,3%).

Tra uno slogan televisivo ed una barzelletta, tra una legge ad personam ed un sorriso dipinto sul volto, c’è una lunga china, tutta da risalire. E investire oggi sulla libertà economica reale è fondamentale per potere finalmente uscire dalla spirale del declino.


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