Mercoledì, Marzo 3, 2010

● Cavalca la paura: c’era una volta la Lega Nord


Ci avevano illuso al grido di “Roma ladrona!”. Ci avevano illuso quando urlavano contro Craxi e i tangentari, che oggi rivalutano. Ora, sedotta dalla malia del potere e del denaro, la Lega Nord si è ridotta a spauracchio per i diversamente padani (neri, meridionali, etc.) mentre avalla con enfasi le leggi ad personam del maschio alfa.

Da un decennio si spartisce le poltrone romane, senza che per il nord del paese sia cambiato un millesimo di quanto prospettato durante le roboanti campagne elettorali. Anzi, l’ultima novità riguarda le poltrone tramandate di padre in figlio (o di padre in trota). Novità degna del peggior Mastella possibile.

Per i nostalgici della Lega dei primordi, un vero colpo al cuore!



Alla Lega Nord, al di là di ogni considerazione ideologica, va riconosciuto il merito di essere stato, ormai 18 anni fa, il bastone che ha fatto saltare il coperchio dal cesto dei serpenti.

Oggi tuttavia, salvo alimentare il fuoco del razzismo e della xenofobia per rinvigorire gli istinti più bassi della popolazione e ottenere facile consenso elettorale, la valenza sociale della politica della Lega è quasi nulla, se non controproducente: interprete di vacue paure popolari che, anche se disinnescate, non porteranno ad alcun beneficio. Anzi



P.S.: per restare in tema, dal sito di Pierpaolo Buzza segnaliamo questo link interessantissimo.


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