Venerdì, Marzo 19, 2010

● Giù le mani dalle nostre sorgenti

Abbanoa

Al motto di «Giù le mani dalle nostre sorgenti» i cittadini di Fluminimaggiore (CI) hanno presidiato il Municipio per impedire l’ingresso ai funzionari di Abbanoa, inviati a requisire gli elenchi dei cittadini che usufruiscono dell’acqua del servizio idrico comunale.

Abbanoa Spa è il nome della società che dovrebbe gestire la rete idrica di Fluminimaggiore, incaricata dalla Regione Sardegna di rilevare la gestione dei servizi idrici comunali. La stessa società già svolge analogo servizio in molti comuni della Sardegna, e non senza problemi e polemiche: infatti, basta digitare il suo nome su “google” per averne un assaggio.

Ma perché é importante il piccolo comune di Fluminimaggiore? Perché, a differenza di altri comuni sardi, a Fluminimaggiore sta succedendo qualcosa di interessante: i cittadini non sono disposti a far entrare gli inviati di Abbanoa in Municipio e stringono tra le mani cartelli e striscioni, che recitano slogan contro il gestore regionale degli impianti idrici in Sardegna.

«Non entreranno mai - dicono - ci opporremo usando la forza». Nel frattempo arrivano centinaia di cittadini che si uniscono alla protesta. La rabbia è tanta. E il motivo è ormai noto: Fluminimaggiore è un paese che di acqua ne ha da vendere; l’acqua arriva alle case per caduta dalla fonte di Pubusinu, una grossa sorgente carsica, da dove sgorgano circa 400 litri al secondo. La rete idrica è stata rifatta completamente dal comune a metà degli anni ‘90.

Per questo gli abitanti del paese minerario pagano l’acqua consortile soltanto 15 centesimi al metro cubo. Con l’arrivo del gestore unico regionale e l’applicazione delle tariffe unificate, il prezzo dell’acqua in bolletta potrebbe lievitare fino ad arrivare a 1 euro e 70 centesimi al metro cubo.

Il gestore, poi, non deve fare niente. Non deve produrre nulla né costruire alcunché. La sorgente sgorga e scorre senza l’aiuto di nessuno, la rete idrica c’è già: l’ha fatta il Comune con i soldi dei cittadini. Ma allora, qual è il lavoro del gestore? Semplicemente farsi dare dal Comune i nominativi dei cittadini che pagano l’attuale bolletta dell’acqua all’Amministrazione Comunale per sostituire quest’ultima nella fatturazione. Ovviamente maggiorando l’attuale prezzo del 1.200%. Un toccasana per gli abitanti della Sardegna!

Faticoso, no? Come faremmo senza questo genere di gestori? Qua trovate i curricula e i meriti degli amministratori di Abbanoa Spa. Ovviamente fanno i manager dopo aver studiato e soprattutto dopo aver vinto il relativo concorso… Com’è arduo e rischioso intraprendere così, eh?

Inoltre, per svolgere questo faticoso compito, per il quale basterebbero un computer e un ragioniere, il carrozzone del gestore abbisogna di una notevole struttura amministrativa, che giustifica l’enorme aumento delle bollette. Ma vuoi mettere? Offrire posti di lavoro inutili, pagati dai cittadini, porta voti. Dico bene?

Nonostante le suddette difficoltà imprenditoriali, sul campo gli amministratori di Abbanoa Spa si sono sempre dimostrati capaci: la società soffre una forte esposizione finanziaria nei confronti di banche e fornitori e rischia di annegare in un pozzo nero di debiti.

«Questa è veramente un’ingiustizia - esordisce un gruppo di cittadini - anzi, è una vera e propria truffa legalizzata, che dimostra che l’acqua in Sardegna, più che dare da bere, ha dato e continua a dare da mangiare a parecchi faccendieri che continuano ad arricchirsi sfruttando un bene indispensabile per la comunità».

Dopo il primo tempo il punteggio della partita è di 1 a 0 a favore dei cittadini. Infatti, per il momento, i funzionari di Abbanoa non hanno osato farsi vedere da quelle parti.

La vicenda di Fluminimaggiore rappresenta un primo piccolo precedente a favore dei cittadini e contro le solite lobbies. Che finalmente gli italiani si stiano stancando di farsi prendere per il culo?

Per approfondimenti: Beppe Grillo e l'acqua pubblica e Acqua bene comune.


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