Lunedì, Aprile 26, 2010

● Era tutto vero

schiavi

Era tutto vero: braccianti extracomunitari, dietro un compenso quotidiano di pochi euro, costretti a lavorare in condizioni disumane nei campi, raccogliendo gli agrumi coltivati nel rosarnese, fino a 14-15 ore al dì (quindi anche la notte). Trattati come bestie da soma, umiliati e privati della dignità umana, e infine prelevati con la forza e trasferiti in svariati lager sparsi per l’Italia, perché avevano osato alzare la testa e si erano ribellati a questo stato di cose.

Trenta arresti e un obbligo di dimora: arrestato lo 0,2% della popolazione residente, ma chissà a quanto ammonta l’indotto di questa fruttuosa attività.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palmi, ha portato alla luce un sistema di caporalato per il collocamento illegale di manodopera clandestina destinata ai lavori in agricoltura, ed allo stesso tempo sono state identificate le aziende agricole che utilizzavano la manodopera straniera, sottopagandola.

Le indagini erano scattate nelle ore successive alla rivolta degli immigrati di Rosarno, e hanno accertato l’esistenza di un’organizzazione criminale che si occupava di reclutare e sfruttare gli immigrati.

“Le dichiarazioni dei lavoratori immigrati clandestini sono state preziose, cosi’ come preziosi sono stati i riscontri venuti fuori grazie ad una capillare attività investigativa”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, nel corso della conferenza stampa per illustrare l’operazione “Migrantes“. “L’inchiesta - ha aggiunto il procuratore - ha anche portato alla luce episodi di violenza nei confronti di alcuni lavoratori extracomunitari“.

Gli stessi immigrati che hanno collaborato con la giustizia hanno ora ricevuto il permesso di soggiorno. Anche gli addestratori usano dare uno zuccherino al cavallo che ha ubbidito ad un ordine.


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