Mercoledì, Gennaio 27, 2010

● Ci hanno (quasi) scoperto

Vito Riggio

Ogni volta che uno straniero viene a contatto con la realtà italiana rimane di sasso, e allora manifesta, nei modi più spontanei, la sua sconcertata incredulità.
Perché, credetemi, fuori dai confini italiani la spontaneità esiste. Quello che non esiste, ancora, è l’esatta comprensione di cosa sia l’Italia.

«Il presidente dell’Enac, Vito Riggio (nella foto), è un idiota, ed ha rilasciato dichiarazioni idiote e stupide». Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, non le manda a dire. Il riferimento è alle dichiarazioni secondo le quali Ryanair rifiutava di accettare documenti di riconoscimento diversi da carte d’identità e passaporti solo perché voleva lasciare la penisola.

I rapporti di Ryanair con l’autorità dell’aviazione civile del resto non sono mai stati buoni. «Cercano di proteggere Alitalia bloccando Ryanair. E’ una pena, c’è sempre un problema», accusa ancora il boss di Ryanair.

«Sembra che in Italia facciano apposta a mettere a capo delle aziende pubbliche gente stupida». E per questo O’Leary chiede al governo di intervenire, magari cambiando qualche persona.

Il finale ci fa capire quanto devono ancora studiare all’estero.


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Sabato, Gennaio 23, 2010

● Le solite porcate

Ignazio Marino

Sono così ripetitivi, così stupidi, così prevedibili da essere diventati noiosi.

Mi riferisco ai protagonisti delle intercettazioni della Procura di Crotone, la quale, indagando su altro, finisce col registrare l’ennesima porcata politica. Più precisamente, si ipotizza l’ennesimo abuso d’ufficio.

Ed è proprio a causa del modus operandi della stragrande maggioranza dei politici odierni, che il termine “politica”, in Italia, è ormai diventato una parolaccia. Nei confronti di questa classe, ormai, si può fare comodamente la pesca giudiziaria a strascico, che sai per certo che qualcosa di losco resta sempre impigliato nella rete. Di più: intercettando un politico per un’ipotesi di reato, ne vengono fuori minimo altri due, di reati.

Ma forse hanno ragione loro: con la crisi e in tempo di saldi, anche i politici hanno adottato il 3×2!

La cronaca del disgustoso evento la riporto integrale da blitzquotidiano.it, che commenta rigorosamente questa nefandezza:

Erano le settimane tra l’estate e l’autunno del 2009, Ignazio Marino, uno cui nessun medico in Italia e all’estero contesta il rango di maestro della chirurgia dei trapianti, ha quasi raggiunto un’intesa con l’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. L’ospedale gli darà l’uso di una sala operatoria e Marino opererà lì. Retribuzione per Marino: 1500 euro ad intervento mentre il Sant’Orsola si fa pagare 25mila euro per operazioni di simile complessità.

Alla base di quell’accordo c’è dunque la riconosciuta fama del chirurgo, il vantaggio per i pazienti, il tornaconto economico e di prestigio dell’ospedale. Però Ignazio Marino in quelle settimane corre come candidato alle primarie per segretario del Pd. E allora, qual è il problema? Il problema è che corre come candidato sicuro perdente. E quindi la “società vile”, quella civile è evidentemente sotto prolungata anestesia, pensa che quell’accordo è meglio insabbiarlo, lasciarlo cadere. Nessuno dà questo ordine o consiglio alla “società vile”, fa da sola. La “società vile” ragiona così: qui siamo a Bologna, terra di Pd. Marino non sarà segretario del Pd, sarà minoranza, opposizione. Quindi quelli che comanderanno nel Pd potrebbero non gradire una sala operatoria per Marino. Non l’ha detto nessuno alla “società vile”, ma non si sa mai. L’istinto gregario ordina e consiglia: niente Marino al Sant’Orsola, ospedale pubblico e quindi tenuto a “tener conto della politica”.

E’ la storia vigliacca, civilmente vigliacca raccontata dalle intercettazioni in mano alla Procura di Crotone. Che c’entra Crotone? Sta indagando su altro ma capta per caso le conversazioni tra Giuseppe Carchivi, un commercialista con studio a Siena, e un “professore” il cui nome non è stato reso noto.
Cosa si dicono i due? Dice il professore: “Non è che hanno detto no, l’hanno rimandata…C’è poco da fare, Marino si è schierato da un’altra parte dove stanno questi”. Carchivi il 20 agosto riceve una telefonata dall’interno del Sant’Orsola, parla un chirurgo: “Ti volevo raccontare una cosa successa la settimana scorsa, dopo lo schieramento politico di Marino…Hanno fatto un volta faccia: i vertici regionali sono con Bersani, quindi Marino non è più gradito, il mio direttore generale Cavina lo ha chiamato dicendogli: abbiamo difficoltà di sala operatoria, di consiglio di Facoltà, qui a Bologna il centro destra è molto forte…Pensa che cazzate gli ha raccontato…Io ho ascoltato la telefonata, in conclusione gli ha detto che non se ne fa niente…E Marino gli ha detto: e i miei pazienti? Io che cazzo di soluzione gli trovo? Lo faccio operare a casa mia? Marino è rimasto a piedi, niente sala operatoria”.
Carchivi commenta al telefono: “Che tristezza, ma come si può andare avanti così nella sanità italiana?”.

Il suo interlocutore chirurgo condivide la “tristezza”, ma è “realista”: “Triste, però è così…di Marino si può dire tutto ma il fegato lo sa trattare, è un’assurdità che un chirurgo di quel genere non abbia una sala operatoria, con i malati che aspettano, ma lo tagliano per vendette trasversali…”. Sconsolata conclusione di Carchivi: “Ma guarda se si deve aiutare uno dei migliori chirurghi al mondo a trovare una sala operatoria, forse a Siena, ma Siena è come Bologna…è uno scandalo nazionale”.

Adesso è un’ipotesi di inchiesta, inchiesta contro presunte “azioni ostruzionistiche” a danno del pubblico interesse. Ma anche se i giudici l’hanno scoperta, non è vera materia per giudici e Tribunali. E’ materia di dignità civile. Bersani non c’entra e probabilmente apprende come tutti dai giornali. Ma a Bersani oggi spetta ripristinare una sorta di onore del Pd. Individui, trovi e chiami i “famigli” bolognesi che hanno pensato di compiacerlo negando una sala operatoria a Marino. E la società civile che lavora ed opera nella sanità bolognese, se c’è, faccia la fatica di distinguersi, con parole ed azioni, dalla “società vile” che se la sta mangiando viva.

Saranno proprio i due camici bianchi protagonisti delle intercettazioni, Alessandro Faenza (trapiantologo recentemente andato in pensione) e Augusto Lauro ad essere ascoltati dagli inquirenti.
Anche il direttore dell’unità operativa di chirurgia generale e dei trapianti di fegato e multiorgano, Antonio Daniele Pinna, (a capo del reparto dove Ignazio Marino avrebbe dovuto operare) sarà ascoltato dal magistrato perché citato nelle conversazioni intercettate.
Da quanto si apprende non è prevista, al momento, l’audizione in Procura di Augusto Cavina, direttore generale del Policlinico.

Ora, dopo aver apprezzato l’intervento di Pierluigi Bersani nell’ultima puntata di Ballarò, se costui intende dar seguito con i fatti alle parole, ci aspettiamo la rapida espulsione dal partito e la rapidissima rimozione dagli incarichi di quei figuri protagonisti dell’intercettazione di cui sopra. Se, invece, preferisce aspettare il terzo grado di giudizio, ne riparliamo alla prossima vita (processo breve permettendo).

Di questi personaggi grotteschi e imbarazzanti, che minano il merito alle sue fondamenta e pregiudicano il nostro futuro, ne abbiamo sinceramente le tasche piene.


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Martedì, Gennaio 19, 2010

● Seguire la corrente

A cosa poteva servire seguire la corrente che andava per la maggiore diciasette anni fa? Lo sapremo dopo il primo video, che segue.

Però, a cosa può servire seguire la corrente opposta, che va per la maggiore oggi, a ottantacinque anni e quando si è già capo dello Stato, resta un mistero. Pensa forse di essere immortale?

Nonostante il doppiogiochismo ribolla da sempre nel sangue degli italiani pavidi e scorretti, e chi lo pratica sia assurto alle più alte cariche dello Stato, non è sempre andata così. E noi preferiamo ricordare un Presidente come Sandro Pertini, del quale il prossimo mese ricorrerà il ventennale della scomparsa, la cui voce salvifica giunge da youtube per ridarci un po’ di speranza.


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Domenica, Gennaio 17, 2010

● Il 2010 sarà peggiore del 2009, ma migliore del 2011


Riportiamo dal Blog di Luigi de Magistris:

CONCORSI PUBBLICI - VINCITORI BLOCCATI DAL GOVERNO

Il Governo Berlusconi “aiuta” i giovani ad entrare nel mondo lavorativo? Sì, bloccando le assunzioni a cui hanno diritto per aver vinto concorsi pubblici (art. 17 del decreto legge 1° luglio 2009, n.78 convertito in legge 3 agosto 2009, n.102), nonostante il via libera della Corte dei Conti.

In questo video, abbiamo raccolto una loro testimonianza dopo che li ho incontrati. (Continuiamo a fare ciò che l’informazione di regime tiene nascosto per non rivelare verità scomode).

Dall’intervista emerge uno spaccato triste che interessa un numero considerevole di tanti altri ragazzi. Essi vivono una situazione di profondo abbandono da parte delle Istituzioni. Le stesse Istituzioni che dovrebbero dare loro speranze per un futuro migliore.

Giovani che hanno il solo torto di aver creduto nella serietà dello Stato partecipando, senza raccomandazioni o trucchi da saltimbanchi della meritocrazia, ad una “competizione” pubblica per un posto di lavoro.

Sacrifici di tanti anni di studio spazzati via da un Governo che nega i diritti e alimenta il mercato della “immeritocrazia” ad appannaggio esclusivo di veline ed escort.

Una volta avrebbero imbracciato i forconi, ma adesso, essendo più civili (e pare che nei rapporti con lo Stato sia una conquista unilaterale), i vani vincitori dei concorsi statali si sono limitati ad aprire un gruppo su facebook. Questa si che è una grande conquista dell’era moderna: la civiltà unilaterale!
E’ o non è un risultato meraviglioso del progresso? A far rispettare i doveri dello Stato, che sono i vostri diritti, non ci pensa proprio nessuno; mentre, per farvi rispettare i vostri doveri, lo Stato incarica Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, senza contare tutti i corpi ausiliari. Non abbiamo forse raggiunto un elevato grado di civiltà, che ci fa guardare dall’alto verso il basso il resto del mondo incivile?

Cari ragazzi, lo so che non emigrate perché state aspettando lo Jus Primae Noctis. Lo so. Ancora un po’ di pazienza e arriverà anche quello.
Per il momento, la gerontocrazia al potere, la stessa che vi lascia appositamente squattrinati a casa dalla mamma il più a lungo possibile, la stessa che, dalla televisione al gossip, insegna alle vostre coetanee che “andare col ricco & vecchio è fico e va di moda”, quella bella gerontocrazia lì, insomma, si limita ad accoppiarsi con ragazzine compiacenti. Per il momento…

Per cui, in alto i cuori, perché tutte le avvisaglie d’inizio anno, e l’ottimismo per il futuro, ci fanno capire che “il 2010 sarà peggiore del 2009, ma sicuramente migliore del 2011” (Mauro Corona). Dopotutto, i bilanci preventivi non si fanno sulla base dei consuntivi? E voi, in Italia, che consuntivi avete?


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Mercoledì, Gennaio 13, 2010

● Claudio Messora: non solo blogger

No Craxi Day

Il giornalista Enzo di Frenna ha proposto di scegliere un blogger e candidarlo per rappresentarci in Parlamento.

Mi permetto di aggiungere che concordo al 100% con la scelta di candidare Claudio Messora, ma non in quanto blogger, bensì in virtù di quello che ha fatto come vero e raro giornalista, di quello che ha detto e, in ultimo, di quello che ha scritto sul blog. Anche se, visti i curricula degli attuali parlamentari, per essere più meritevole di costoro basterebbe non avere mai fatto niente di costruttivo nella vita.

In ugual misura apprezzo altri blogger, come lo stesso Enzo di Frenna, come Piero Ricca, Paolo Papillo e Daniele Martinelli, solo per citarne alcuni, perché tutti questi ragazzi rappresentano la svolta, la canalizzazione di un malessere che ci attanagliava da anni. I primi sassi che, rotolando, hanno causato la valanga viola.
Grazie a loro abbiamo capito che non siamo soli. Ci sono altri che la pensano come noi.

Personalmente provavo un senso d’impotenza latente, una rabbia trattenuta a stento per come questo immondo paese ci ha schiavizzati lentamente, giorno dopo giorno.
Poi, un giorno, sono capitato per caso sul sito di Piero. E l’ho visto. Era solo, ma l’ho visto gridare a lor signori quello che ogni uomo libero dovrebbe urlare, senza vergogna né timore. L’ho visto fronteggiarli e superarli in altezza. Il gap tra la sua statura e la loro bassezza era incolmabile. Senza le domande su misura, senza la clap servita, senza il pubblico compiacente, in quei video, i politici e i loro complici ai vertici del sistema economico italiano, si sono rivelati per quello che sono: il nulla. E l’incantesimo si è rotto.

Solo una nullità può desiderare il nulla in Parlamento. Io preferisco farmi rappresentare da un uomo (o donna), rispettoso soprattutto dell’art. 54 della Costituzione, semplicemente perché ne comprende il significato. E il significato di disciplina e onore lo può comprendere solo chi possiede questi valori dentro di sé.

Concludendo, Claudio Messora e soci sarebbero degnissimi parlamentari, ma, escludendo il binomio del malaffare (PD e PDL), escludendo pure l’Unione dei Condannati (UDC) e la Lega anti-immigrazione, mi domando come mai Grillo e Di Pietro non abbiano ancora notato questi ragazzi. Eppure la foto in testa al post ci fa capire che li conoscono.

E allora, c’è davvero bisogno che li candidiamo noi?

Suvvia, Di Pietro, poi come glielo spiego ai miei vecchi che possono votare anche chi non indossa abiti ufficiali?


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